TOUR MAROCCO SUD E KASBAH

Mar 04

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TOUR MAROCCO SUD E KASBAH IN 4X4 (anteprima) FEBBRAIO 2012

Era l’agosto del 1994 quando insieme a quattro cari amici ho visitato per la prima volta il Marocco. Il tour partito da Marrakech toccava le Città Imperiali. Mi ricordo che in hotel, dei turisti, raccontavano il loro viaggio-avventura oltre la catena dell’Atlante verso le dune del Sahara. Sinceramente a quel tempo non pensavo di ripetere la loro avventura, anche perché eravamo, noi amici, troppo sprovveduti e anche un poco prevenuti verso le mete, come dire “esotiche”. Con il passare del tempo, però, il tour del Marocco del sud e delle sue Kasbah è entrato nelle mie ricerche e alla fine e diventata la meta per le mie ultime ferie.

La combinazione che ho assemblato con l’aiuto della mia fida agenzia viaggi consiste nel “solo tour” di 8 giorni della Francorosso-Alpitour, con l’aggiunta di voli Easyjet da Catania per Marrakech via Milano-Malpensa con una notte in andata allo Sheraton Malpensa.

Sabato pomeriggio prendo il Catania-Malpensa è sorvolo un Italia completamente coperta di neve. Dai -4 della mia città mi precipito ai -10 di Malpensa, e tocco, domenica mattina alle 5.30, -14 . Soffro poco perché l’hotel in cui mi rintano è proprio in aeroporto e l’esposizione al freddo è di pochi minuti solo durante i trasferimenti tra i terminal di Malpensa. In partenza dall’Italia perdiamo quasi un ora perché tutti i voli vengono sottoposti, giustamento, a trattamento antigelo con idranti.

TOUR MAROCCO SUD E KASBAH IN 4X4 (1)

Ma andiamo al sodo. Alle 12 prendo da solo lo shuttle che, in 20 minuti, dall’hotel mi porta direttamente sulla piazza più famosa del Marocco: Djemaa El Fna. E qui i ricordi del mio precedente viaggio si confrontano con il nuovo. La grande piazza non è più sterrata ma coperta di mattonelle già vecchie e logore. Le bancarelle si sono evolute. Quelle che spremono agrumi adesso sono montate su carrozzelle tipo quelle che con i cavalli girano la città. Le bancarelle dei ristoranti vengono montati dalle 15.30 e sono in ferro ben elaborate e congegnate. Stessa folla e stesse attrazioni per turisti: l’incantatore di cobra, il cavadenti, l’acquaiolo in costume, il barbiere, la lettrice di tarocchi (ma con carte siciliane), la lettrice delle mani, e colei che le dipinge con l’hennè, il pesapersone con bilancia analogica da bagno, il venditore di calie e datteri. Qualcuno si è inventato dei nuovi giochi: pescare bottiglie di spuma, tirare soldini per centrare isolette galleggianti in vasca d’acqua, fare cadere due birilli distanziati da una palla con un unico tiro della stessa palla, acchiappare con un dito il nodo di una fune ripiegata furbamente. Giro e mi rigiro tutto e poi mi inoltro senza meta nel souk. Ricordo che l’altra volta ci fermammo ai primi negozi per paura di “perderci”. Adesso mi perdo volontariamente e vado avanti per ore. Mi perdo mi ritrovo mi riperdo. La gente, turisti curiosi e locali che fanno la spesa, aumenta di numero verso sera fino a creare ingorghi inestricabili solcati da biciclette e motorini insofferenti. Al tramonto ritrovo la via della piazza e tra i fumi dei ristoranti all’aperto rientro in hotel con lo shuttle. Sono soddisfatto e contento ma stanchissimo. Rientro sapendo che l’ultimo giorno, oltre alla visita con guida, avrò’ ancora la possibilità di girare sia la piazza che il souk questa volta in compagnia dei miei nuovi compagni di viaggio.  

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Mar 02

TOUR MAROCCO SUD E KASBAH IN 4X4 (2)

Appuntamento dopo colazione con Mustafà e Amed, guida e autista del tour. Faccio la conoscenza delle due coppie, con cui condividerò quest’avventura. M. e P., A. e V. Grandi compagni di viaggio: intelligenti, allegri, spiritosi, grande capacità di adattamento e bravi contorsionisti (non fosse altro che per entrare nei sedili posteriori del fuoristrada). Partiamo da Marrakech verso sud sud-ovest lungo la valle dell’Ourika. Questo non è un viaggio di monumenti, saranno poche le occasioni di entrare in palazzi o abitazioni. E’ un viaggio di paesaggi, vegetazioni, deserti, colori, silenzi, montagne, vento, stelle, freddo e neve. Prima fermata in un mercato popolare di un piccolo villaggio. Siamo gli unici turisti tra frutta e ortaggi, fieno, coperte e ceste alte 2 metri che in campagna servono da riparo per la fossa biologica. Guadiamo più volte piccoli fiumi fino ad arrivare a Tin-Mal sede di una moschea sconsacrata in restauro. Al momento manca “solo” la copertura. Il posto molto fascinoso si presta a decine di foto di quelle che piacciono a me, vi ricordate, archi di filata, corridoi, porte e finestre. Dal tetto il panorama su tutta la valle. Mancia obbligatoria al custode che al suono del clacson si è precipitato ad aprire ai forestieri. Attraversiamo la catena dei monti Atlante stracarichi di neve dal passo Tizi n’Test a 2092 metri. Vento freddo e teso, carcassa di furgone in formato negozio di argille, panorama mozzafiato. In pianura dopo ore di saliscendi incontriamo una piantagione spontanea di alberi di Argan. Somiglia molto all’olivo e ne viene ricavato un olio cosmetico e alimentare, diventato preziosissimo. L’Argan, misteriosamente, cresce solo in questa zona del mondo, non si può piantare, ma cresce spontaneamente dopo che il frutto e stato ingerito, digerito e espulso dalle capre della zona. Al tramonto arriviamo dopo 240km a Taroudant che visiteremo domani. L’hotel come quelli che seguiranno e dentro una fortificazione e si compone di ambienti comuni grandi e sontuosi riccamente ammobiliati, giardini rigogliosi e camere solo decenti. I pasti generalmente buoni e abbondati sono sempre serviti con pochissimo sale. Ortaggi cotti, pollo al limone, spiedini. Tajine (una specie di spezzatino) di pollo, manzo, uova, con legumi, verdure e cipolle in piatti di portata in argilla con coperchio. Naturalmente couscous, ma solo due volte.